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La nostra missione
A Fathima, Laura, Bruno…
I soci fondatori dell’associazione “Compagni di Viaggio” ONLUS inseguono un piccolo sogno: aprire una mattina la finestra della sede e sentire un vento nuovo, fresco, ridente, dolce, carezzevole, profumato…diffondersi lento ed inesorabile per strade e viuzze, aspirato e ri-soffiato da ogni passante, più forte. Il vento dell’Umanizzazione, quella vera. Non solo quella che abbellisce le sale d’aspetto degli ospedali, le corsie, le stanze di degenza… Non solo quella che regala ai cittadini-pazienti, ai loro familiari, a visitatori occasionali, strumenti di svago, di evasione, di intrattenimento… Non solo quella che trasforma la relazione medico-paziente…
Quella totale, che cambia profondamente il nostro modo di vivere la nostra vita quando attraversiamo la malattia.
Quella che ci restituisce il diritto e la voglia di mantenere inalterata la nostra capacità di generare emozioni e di scambiarle con il mondo fuori di noi, anche quando sta per suonare la sveglia… l’ultima.
Quella che ci fa progettare l’ennesimo viaggio con l’energia inossidabile della giovinezza…..che all’anagrafe non c’è più.
Fabrizio, Lina, Teresa, Anna Maria, Gabriella lavorano ogni giorno, da sei anni affinché “Lancia un’ Emozione in Rete”… ieri
e “Librus infettano gli Ospedali”… oggi e “Un ospedale AD arte”… domani, generino questo vento…
In questi anni si sono aperte 20 PO(STAZIONI) con l’aiuto di tante persone… molte mai viste prima. Ed altre ne nasceranno, a ritmo esponenziale.
Sarà possibile grazie al patto d’amore e d’onore che Gabriella, Anna Maria, Teresa, Lina, Fabrizio, hanno scritto il 20 giugno 2005 con una presa in carico di impegni ulteriori, perchè Compagni di Viaggio è diventata una ONLUS.
Tutto il suo operato ed il suo mancato operato è trasparente e ricade nella piena responsabilità morale e giuridica dei suoi soci.
In occasione della Conferenza Nazionale sul Volontariato, svoltasi a Napoli nel marzo del 2007, il Presidente del Consiglio ed il Ministro della Solidarietà ribadirono che l’attività volontariale deve essere ispirata e caratterizzata dalla gratuità.
E’ giusto più e più volte: perché non esiste alcuna moneta che possa ripagare degli sforzi fatti, quanto il sorriso di un nonno al quale abbiamo consegnato un libro di fiabe, così che egli possa raccontarle ai sui nipoti durante l’ora d’aria…..(eh si i nostri ospedali sono molto simili ad inespugnabili prigioni). Perché gli oneri economici sono assunti in primis dai soci e successivamente dalla loro capacità di generare in altre persone il desiderio ad una solidarietà attiva. Perché fare volontariato vuol dire “essere presenti”, e non delegare. Perché la differenza tra chi impiega un’ora del proprio tempo per recarsi in banca e fare un bonifico a “Compagni di Viaggio”ONLUS, e chi riorganizza la sua vita per dedicare un’ora a fare “Reading” de “La capanna dello zio Tom” per bambini leucemici, deve essere riconoscibile.
Eppure dentro tutte queste volte, un giorno incontri Laura, maestra in pensione, che sente ogni 3 mesi perdere con un meccanismo del tutto-niente una sua abilità: non ricordare più il suo nome, non riconoscere la sua casa, salutare i vicini, non poter più carezzare i suoi figli, condividere i loro problemi, fare la mamma, consapevole dei suoi gesti…
Capita
Ha un insulto biologico ad un organo; si chiama Alzheimer.
Ed un altro giorno incontri Bruno, è nel pieno della sua vita, felice, due bambini, non fuma, non beve, va in bicicletta, canoa, jogging….un vero salutista. E’ andato a Parigi, Milano, al CRO di Aviano e poi se ne è tornato a Napoli con il suo bel protocollo terapeutico.
Una trafila molto comune.
Anche Lui percorre una strada tipo tutto-niente, ma al contrario.
Anche Lui ha un insulto biologico ad un organo: in gergo Small Cell Lung Cancer,
cancro del polmone a piccole cellule; 12 mesi per andare dal tutto al niente.
Poi arriva Fathima.
Fino a pochi anni prima viveva ricca, nobile e felice nel suo paese, in pace.
Poi è scoppiata la guerra civile.
Per fortuna che era ricca e nobile; ha potuto traversare il mediterraneo ed arrivare qui.
A rigore sarebbe esule; il suo casato stava al governo del suo paese.
Ma… extra-comunitaria va più che bene, non protesta nemmeno!!!
Sarà la lontananza da casa, la nostalgia, o semplicemente il suo diritto a mantenere una vita affettiva con qualcuno che se la fili per una notte; alla fine anche Lei ha il suo simpatico insulto: si chiama HIV.
Sarebbe fortunata, vive in occidente, ha trovato un bel lavoro da badante, può accedere al SSN ed alle cure per l’AIDS.
Sarebbe… ma non ha gli occhi azzurri, i capelli biondi, una famiglia qui che la possa aiutare a superare la depressione post-interferone, che la sostenga quando ci saranno da prendere tutte quelle disgustosissime pillole, i tre più potenti antivirali presenti sul mercato.
La sua comunità non può tenere in seno un membro infetto; bisogna scegliere: o il diritto all’accoglienza…o il diritto alla cura.
Due, tre cicli, e di Fathima ………solo ricordi sbiaditi.
Per Fathima, Bruno, Laura…….la PO(STAZIONE) luccicante, ma sola, non basta.
Per loro occorre un “Conduttore”, in carne ed ossa, che abbia in se una grande passione ed elevate professionalità
I nostri “Conduttori” non possono essere semplici volontari.
Devono essere professionisti della “presa in carico della persona malata”.
A questi professionisti Compagni di Viaggio, deve riconoscere un premio alla qualità; per questi professionisti Compagni di Viaggio deve sviluppare le sinergie migliori per garantire la disponibilità di adeguate risorse economiche.
Per questo motivo “Compagni di Viaggio” ONLUS bussa a tutte le porte...
Forse nelle nostre richieste ci manca qualcosa…
Forse ci mancano “le scarpe”.
“Compagni di Viaggio” ONLUS è come un neonato che vuole crescere e da solo trova la forza per passare da una vita quadrupede ad una bipede; dal gattonamento all’imparare a stare in piedi e camminare.
Perché stando in piedi, camminando, si apre un mondo nuovo, una vita nuova.
Ve la immaginate una società in cui un’Autorità Suprema stabilisca che passeranno dal gattonamento al camminamento solo quei neonati che porteranno in dote un congruo numero di paia di scarpe!!!
Ve la immaginate???
Ci vivreste in una società così???
Ho iniziato parlando del nostro sogno.
E poi ci sono i sogni di Fathima, di Laura, di Bruno….
I nostri sogni devono correre insieme….alla stessa velocità.
Perché l’ Umanizzazione è una grande e profonda trasformazione culturale della nostra società.
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